[Novembre
2002 - Bubblewoods]
La
sera era arrivata velocemente e la Scuola sembrava essere impnotizzata
dall'attesa per l'evento che si sarebbe tenuto da lì a pochi
minuti. Davanti alla porta della Sala Grande, rigorosamente chiusa,
si erano assiepati studenti e insegnanti, tutti desiderosi di assistere
al primo duello di Bubblewoods.
Mancavano solo Mago Gabriel Rame, il Preside Vibroso e... Maga Gabe.
Maga
Gabe era pronta... Si guardo' allo specchio... era davvero pronta?
Si', era pronta.
La tuta verde muschio era forse un po' troppo attillata sui fianchi,
ma questa era solo colpa degli squisiti dolci alle pudiche che gli
elfi le preparavano sapendo che le piacevano. E forse quel mantellino
era un po' corto - le arrivava giusto sulla schiena...
Maga Gabe guardo' il cappello e il mantello che indossava di solito.
Scosse la testa. No! I capelli li aveva gia' legati con il nastro
verde smeraldo e le serviva solo la sua bacchetta.
Gli
stivali bassi e dalla suola morbida non facevano alcun rumore. Gabe
usci' dal suo alloggio e si diresse verso la Sala Grande.
Gabriel Rame, un ventenne Grifondoro la cui reputazione era probabilmente
piu' grande di lui, la attendeva. Gabe fece appello a tutto il sangue
Serpeverde, all'ambizione, alla voglia di prevalere... e sospiro'.
Se solo quel quel Rame non avesse avuto quegli occhi cosi' azzurri...
All'interno
del salone c'erano solo due persone. Vibroso, comodamente seduto
sulla sua poltrona in legno e cuoio, pronto ad arbitrare il duello,
e Gabriel Rame, avvolto in una aderente tuta di pelle rossa, con
lo stemma di Grifondoro ben in vista sul suo petto e la bacchetta
stretta in pugno.
Con
un colpo di mani, Vibroso ordinò alle porte di aprirsi e
la piccola folla assalto' gli scranni, impaziente di vedere il duello.
Dopo qualche secondo arrivo' Maga Gabe.
Vibroso sgrano' gli occhi (e non fu l'unico) nel vedere Gabe bardata
con quella tuta dal colore profondo. Era insolito per la Vicepreside
indossare qualcosa di diverso dal suo mantello e cappello neri.
Rame invece la guardo' senza scomporsi e le fece un leggero inchino.
"E' pronta, Maga Bathaich?"
"E' pronto, Mago Rame?" disse lei senza rispondergli.
Vibroso
invito' con un gesto i due a mettersi in posizione sulla pedana.
"Si dia inizio al duello!"
Gabe
e Gabriel sfoderarono la bacchetta quasi all'unisono, e Gabe lancio'
l'incantesimo: "Singerasi".
Gli abiti di Gabriel iniziarono immediatamente a muoversi, e il
giovane Mago fu preso da una specie di inizio di soffocamento. Sembrava
quasi che gli abiti avessero deciso di diventare ogni minuto sempre
piu' stretti...
La
luce della luna infuocava solo la pedana. Lunga e nera, cimiteriale.
Ai bordi della grande struttura in legno scurissimo si avvolgevano
drappeggi in velluto dorato e su tutto il bordo correvano fiaccole
dalla fiamma color campanula. Fiamme fredde.
La pedana era divisa in due settori. Su di uno era rappresentato
il sorgere e il calare del sole, sull'altro quello della luna. I
due corpi celesti si incontravano nel centro.
Dalla
parte del sole Gabriel Rame si contorceva, cercando di liberarsi
dalla morsa dei suoi abiti, era come se invisibili aghi e fili stessero
ricucendo tutte le imbastiture della sua tuta da duello e questo
gli comportava dei dolori spasmodici un po' ovunque, oltre ad un
principio di soffocamento.
Ragionò
velocemente e si rese conto di non voler usare un incantesimo di
difesa così presto, all'inizio del combattimento. La miglior
difesa era l'attacco... e che attacco fosse!
"Singerasi" chiamò anche lui e una serie di lampi
fuoriuscirono dalla sua bacchetta in direzione di Maga Gabe.
Vibroso
osservava solitario, dal fondo della sala, il duello. Gabe contro
Gabriel. La prima dotata di esperienza quasi secolare, l'altro giovane
ed entusiasta. Si trovavano ora faccia a faccia. Sul volto di Gabriel
non c'era tensione nè rabbia, c'era solo una sana voglia
di divertirsi, probabilmente in quello che per lui era diventato
il gioco della sua vita: il Duello. Sul volto di Gabe c'era l'espressione
di una Serpeverde che lottava per la vittoria. Questa volta per
lei era molto più che una mera questione di didattica!
Gabe
aggrotto' la fronte osservando Gabriel contorcersi, ma era pronta
al suo nuovo attacco. Mai andare in guerra senza buone difese, si
era detta, e quando dalla bacchetta di Gabriel si sprigionarono
i lampi del Singerasi, la maga urlo': "Duplicus... Ergonomicus...
Filipendo!"
L'incantesimo
Singerasi sfioro' appena i suoi vestiti e si dissolse sbattendo
contro la bolla magica protettiva dell'Ergonomicus, mentre dalla
bacchetta della Serpeverde si sprigiono' un getto di energia plasmatica.
Un miscuglio letale di aria e fuoco. Gabe ansimo'. Aveva scelto
incantesimi potenti, ma lanciarli richiedeva non poca fatica! Strinse
gli occhi aspettando la reazione di Gabriel...
Abile
e spregiudicata! Agli occhi di Gabriel, l'avversaria era diventata
estremamente rapida.
L'incantesimo Dulpicus aveva velocizzato le sue azioni, ma di certo
l'aveva stancata e forse il suo Filipendo non era poi così
preciso come avrebbe voluto. Sulla base di questa congettura Gabriel
s'illuse di deviare quell'incantesimo avverso, basato sulla letale
miscela di plasma, con un getto di ghiaccio. Disegnò in aria
due volute con la bacchetta e gridò "Ghiacciaius!",
gettandosi poi a terra sperando di non venire colpito dai getti
di plasma. Le volute disegnate nell'aria si trasformarono in aculei
di ghiaccio e si avventarono sulla sfera plasmatica.
Il confronto però era impari e il ghiaccio si sciolse in
un istante. Alcuni schizzi di plasma colpirono le spalle del mago,
andando ad accentuare i già forti dolori dovuti al suo vestito,
maledettamente stregato da Gabe.
Gabe
provo' compassione per Gabriel. Gli occhi del ragazzo erano pieni
di affascinato stupore eppure Gabe si perse in quell'azzurro per
qualche secondo. Si era difeso bene, ma aveva perso molta energia,
mentre lei era rimasta incolume e la stanchezza che sentiva era
solo quella spesa per lanciare i suoi incantesimi.
Pondero' per qualche istante di alleggerire la mano... "Non
osare, Gabe..." Nel silenzio della Sala si levo' la voce secca
e dura di Maga Panna. Le due maghe incrociarono gli sguardi solo
per un secondo... ma fu sufficiente.
Gabe
punto' la bacchetta verso Gabriel e strinse la mascella. "Vortex!"
Ammirazione!
Gabriel provava ammirazione per quella maga che gli stava dando
del filo da torcere. Da tempo nessuno riusciva a indebolirlo così
pesantemente. Che Gabriel avesse sottovalutato le potenzialità
dei professori di questa scuola? Deciso a reagire il giovane mago
si alzò con uno scatto felino, cercando d'ignorare il morso
dei suoi pantaloni stregati che, detto tra noi, iniziavano a stringere
un po' troppo sui... gioielli di famiglia!!!
Il vento scaturito dalla bacchetta di Gabe lo raggiunse in quel
mentre e lui vi si oppose con forza. Evocò un Duplicus e
si trovò ad agire con molta più velocità e
determinazione.
Poi un Reparo, un incantesimo semplice che annullava l'altrettanto
semplice incantesimo di Gabe, e poi, cercando di richiamare tutte
le sue energie, LAVICUM!
Un
tremore invase il salone, la bacchetta di Gabriel si accese di un
rosso infuocato, e come un vulcano eruttò un getto di lava
ribollente verso Gabe.
Maga
Gabe sgrano' gli occhi e fisso' per solo un brevissimo istante il
getto di lava che stava per colpirla in pieno! Urlando "Duplicus!"
la maga schizzo' veloce da una parte e rotolo' lontano dalla lava.
finendo quasi ai limiti della piattaforma del duello.
La lava la sfioro', ma non riusci' a toccarla e svani' lasciando
un cattivo odore di bruciato.
Maga Gabe si rialzo' a fatica. La tuta cominciava ad essere impregnata
del sudore dei suoi sforzi e il laccio che le teneva fermi i capelli
aveva lasciato libere un paio di ciocche che si erano appiccicate
sulla fronte.
Ma non poteva abbassare la guardia: Gabriel, seppur malconcio, stava
per attaccarla di nuovo...
"Brava!"
Sorrise divertito Mago Gabriel apprezzando l'abile combinazione
di magia e destrezza fisica della sua avversaria!
Guardò fissa negli occhi Gabe, cercando di carpire la sua
prossima mossa.
Cercò anche di allargarsi il colletto della tuta da duello,
che inesorabilmente serrava la presa sul suo collo. Distratto dalla
morsa dei tessuti indossati, Gabriel si limitò ad un incantesimo
da principiante: "Densaugeo..."
Poi si accasciò a terra, in preda ad una crisi d'ipossia.
Si resse con la mano sinstra, libera dalla presa della bacchetta
e aspettò la reazione di Gabe.
Maga
Gabe reagi' quasi d'istinto e, con la voce che stava cominciando
a diventare roca per la tensione, urlo': "Duplicus... Reparo...
Incendio!"
L'incantesimo per farla stare zitta si dissolse senza neppure sfiorarla
e dalla sua bacchetta si sprigiono' una grande fiammata diretta
proprio contro gli occhi chiari del giovane Mago Gabriel... quegli
occhi cosi' chiari e che ancora cosi' poco avevano visto della vita...
Gabriel
era a terra, lottava con il poco ossigeno, lottava con la gamba
ormai disarticolata da quei maledetti vestiti. Un braccio gli doleva
come non mai, ustionato dal plasma che pochi minuti prima lo aveva
sfiorato.
Fece a malapena in tempo a vedere le fiamme che gli si avvicnavano.
Allungò il braccio, tese la mano che impugnava la bacchetta
e sussurrò: "Aquatia"
Tutto il suo corpo sembrò subire una doccia fredda. Intorno
a lui si creò una pozzanghera d'acqua cristallina che subito
evaporò al contatto con le fiamme di Maga Gabe. L'attacco
era parato. Il fuoco era stato sconfitto dall'acqua, e ora lui era
immune a qualsiasi attacco basato sulle fiamme.
Purtroppo però era riuscito solo a difendersi, e rimaneva
in balia della sua avversaria.
Non
le rimanevano molti incantesimi da lanciare e Maga Gabe si prese
qualche secondo per riflettere.
Percepiva gli sguardi dei presenti come se fossero stilettate in
corpo. Era stanca, perche' nonostante nessuno degli incantesimi
di Gabriel l'avesse toccata, evidentemente non aveva la stessa forza
di un ventenne.
Ma quel ventenne ora era di fronte a lei, quasi allo stremo, strangolato
sempre piu' dai suoi stessi abiti, eppure la guardava senza rabbia
ne' paura. Forse aveva gia' affrontato quella situazione, forse
per lui non era che un altro duello... O forse aveva un asso nella
manica. Decise
che non voleva rischiare comunque e punto' la bacchetta mormorando,
senza neppure troppa convinzione: "Tarantallegra!"
Non
appena sentì Gabe pronunciare l'incantesimo del ballo sfrenato
Gabriel sogghignò: Per lo meno mi rimetto in piedi. Pensò
amaramente. Le sue gambe, contorte dalle morse dei pantaloni, si
mossero senza un apparente controllo.
Un colpo di tacco, una giravolta. Anche le braccia incominciarono
ad agitarsi. La pedana del duello faceva da cassa di risonanza ai
frenetici passi di Tip-Tap che Gabriel stava involontariamente inscenando.
Dal
pubblico si levò anche un sommesso applauso, ma Gabriel sapeva
che non era indirizzato a lui o alla sua esibizione di ballerino.
Era tutto per Maga Gabe, colei che stava dominando quel dannato
duello.
Gabriel
sentiva che stava per perdere la presa della sua bacchetta. Le convulsioni
ballerine di cui era preda gli stavano facendo perdere la coordinazione.
Fece appena in tempo ad evocare un Duplicus che la bacchetta fu
persa. Ora aveva a disposizione una innata velocità, e proprio
mentre gli effetti del Tarantallegra si dissipavano addocchiò
la sua arma e la recuperò. Era troppo stanco per lanciare
anche un attacco. Decise di cercare di recuperare un po' di forze
e indirizzò su se stesso un incantesimo Innerva.
Gabriel
non era tipo da arrendersi, Gabe questo l'aveva capito! In ogni
caso gli incantesimi d'attacco a sua disposizione sarebbero finiti
presto, e l'unica cosa da fare era giocare d'astuzia per prolungare
il piu' possibile il duello, contando sullo sfinimento che il Singerasi
stava comunque infliggendo al giovane avversario, nonostante il
suo recupero.
Gabe alzo' ancora una volta la bacchetta: "Rictusempra!"
esclamo' e quasi inconsapevolmente il viso le si allargo' in un
ghigno divertito mentre Gabriel veniva colto da un improvviso e
irrefrenabile solletico!
E ci
mancava anche questo! Osservò silenziosamente il giovane
Auror mentre inizava a sghigniazzare in preda ad un irresistibile
solletichino sotto le piante dei piedi!
Fortuna volle che, tra muscoli contorti e le pieghe dell'abito sempre
più strette, il solletico durò poco.
Gabriel incominciava davvero a disperare di poter vincere questo
duello. La stanchezza e i dolori vari non gli permettevano più
di ragionare e gli incantesimi che gli venivano in mente erano sempre
più pochi ed elementari.
Ostacolato da vari spasmi cercò di direzionare la propria
bacchetta verso Gabe, la osservò pensando 'Facciamola finita,
se hai un asso nella manica, giocalo; e poniamo fine a questo supplizio'
e poi lasciò scaturire dalla punta del suo legno un piccolo
ma potente getto d'acqua... "Niag'ra".
Gabriel si affiaccò sulle ginocchia, portando poi le mani
al collo, nell'ormai disperato tentativo di strapparsi di dosso
la tuta.
Gabe
vide arrivare l'acqua, e si rese conto di non avere il controincantesimo
adatto a respingerla! Il getto la investi' in pieno petto e la lanciò
per terra! Per un solo istante la maga non riusci' a respirare,
immersa com'era nel liquido, ma poi l'acqua si disperse e la maga
torno' a respirare.
Dolorante, si rialzo' e si rese conto di non poter fare null'altro:
avendo finito anche gli incantesimi di attacco.
L'ultimo
disperato tentativo di abbattere Gabe non verteva ormai sul mandarla
a terra sanguinante ed esausta (in quelle condizioni c'era già
Gabriel!); il giovane mago voleva strapparle di mano la bacchetta,
sapendo che un duellante privo della sua arma, se non poteva recuperarla,
spesso veniva dichiarato perdente... o almeno pareggiante, sperava
lui. "Expelliarmus" Fu l'ultima parola che disse prima
di svenire sul duro legno della pedana.
Eh
no! "Finite Incantatem!" urlo' la maga contrastando immediatamente
il semplice incantesimo di Gabriel. "Voglio finire questo duello
con la bacchetta in mano!" mormoro' impercettibilmente e la
bacchetta torno' obbediente tra le sue dita. Gabe sorrise, anche
se una strana tristezza le stava salendo nel cuore.
L'ebbrezza del duello stava scemando di fronte allo sfinimento dell'avversario.
Vibroso
aveva atteso fino all'ultimo istante.
Nel mometo in cui Gabe aveva interrotto l'Expelliarmus di Gabriel
con il Finite Incantatem, il Preside, arbitro per l'occasione, si
era alzato dal suo seggio e si era vvicinato alla pedana.
Aveva poi acceso tutte le candele della sala, con un gesto di bacchetta,
e ora stava attendendo che tutti ben s'imprimessero nella mente
la scena che si parava loro davanti.
Gabriel, privo di sensi, appallottolato in un angolo del catafalco.
Gli abiti avevano smesso di contorcersi e tutti gli incantesimi
duraturi si erano spenti. Rimanevano però le bruciature,
le escoriazioni, le distorsioni.
Gabe, dall'altra parte, stanca ma praticamente intoccata.
Vibroso
lanciò due Innerva su Mago Rame, e non appena si riprese
chiese a Gabe di aiutarlo ad alzarsi.
Non appena Gabe si mosse uno scrosciante applauso la lusingò.
Lei esitò prima di offrire la mano all'avversario ma, sferzata
dagli occhi penetranti di Vibroso, dovette cedere al gesto cordiale.
Gabriel la guardò ammirato: "E' stato un allenamento...
istruttivo."
Gabe lo freddò con poche parole: "Io non ho giocato
per allenarmi."
Gabriel annuì: "Spero di non doverla mai incontrare
sulla pedana di un campionato ufficiale."
E i due scesero dal catafalco.
Aveva
vinto! Era riuscita a sconfiggere l'Auror mandato per insegnare
a duellare... Aveva dimostrato che Bubblewoods era all'altezza di
qualsiasi sfida!
Si
sentiva come ubriaca, ma si lascio' trascinare dagli entusiasti
compagni d'avventura di Bubblewoods e decise che quella vittoria
le stava piacendo ogni secondo di piu'...
FINE
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