"Ma non dovrebbe!" esclamo' stizzito Carl. "Insomma,
questa e' un'attivita' scolastica in fondo!"
"Ma e' sabato..." disse ssydol scuotendo la testa e infilandosi
i guanti con rabbia. "E una persona sposata ha di meglio che
stare a guardare noi ragazzi che giochiamo!"
Aeon abbasso' gli occhi e serro' le labbra. Non le piaceva quando
il compagno piu' grande parlava con quel tono sprezzante, ma doveva
dargli ragione.
"Verra'," mormoro' Tinky sbirciando oltre il tendone che
separava la squadra dal campo da gioco. La sua sembrava piu' una
speranza che una certezza.
"Deve venire," annui' Akires. "Non vorra' perdere
il mio debutto nella squadra?!"
Dramion, accanto a lui, ridacchio' e i due ragazzi si dettero il
cinque.
Elianta entro' come una furia. "Siete pronti?" disse.
"Siamo pronti!" rispose ssydol per tutti, calcando sulla
prima persona plurale. "Gabe non si e' vista, vero?"
Elianta alzo' le sopracciglia. "No, perche'?!" Non voleva
dare ai compagni l'impressione che fosse proprio quello che era
andata a controllare. Ma nel passabosco non aveva visto nessuno
tranne Occhio. Il custode si era offerto di andare a chiamare la
Capocasa, ed Elianta era tornata al campo da Quidditch, furiosa.
"Si e' proprio dimenticata," si lamento' Aeon.
Il capitano mise le mani sui fianchi. "Anche se fosse, non
e' lei a giocare!" esclamo' stizzita.
"Ma e' la nostra allenatrice..." fece notare a mezza voce
Dramion.
"Un'allenatrice che si e' dimenticata della nostra esistenza
a favore di quella di un ex mang..."
"ssydol!" lo zitti' Tinky.
"Ma e' vero!" protesto' lui.
"Anche se fosse," riprese Elianta, "non ce ne deve
importare nulla! Siamo noi che oggi manderemo la pluffa a gol per
almeno dieci volte!" Squadro' Aeon e Tinky. "Siamo noi
che faremo a pezzetti i giocatori avversari!" sorrise stringendo
il pugno verso Akires e Carl, che si dettero di nuovo il cinque.
"Siamo noi che prenderemo il boccino!" lancio' uno sguardo
di fuoco verso Dramion. "E non per caso, stavolta!"
Il ragazzo abbasso' lo sguardo per un attimo.
"Quindi adesso toglietevi dalla testa la nostra Capocasa e
le sue occupazioni... Andiamo la' fuori e vinciamo!"
[nel frattempo, nelle stanze di Gabe]
"Sei tu che mi hai lasciato dormire!" urlo' Gabe.
Una cuscinata ben lanciata prese in pieno lo scozzese, che lo rilancio'
subito verso di lei. "Sei tu che non mi hai detto di svegliarti!"
ribatte' Daibhidh.
Gabe si infilo' velocemente la sua tuta, e cerco' convulsamente
nel mantello la bacchetta. "Saranno furiosi con me..."
mormoro' dispiaciuta.
"Sono ragazzi... gli passera'!" esclamo' Daibhidh allargando
le braccia.
"Sono i *miei* studenti! Io sono la loro Capocasa!" ribatte'
lei fissandolo negli occhi.
"Stai facendo una montagna di un bruscolino!"
"No, sei tu che non capisci quanto importante sia per me!"
"Piu' importante di noi?"
Gabe socchiuse gli occhi. "Non costringermi a scegliere,"
sibilo'.
Lui le si avvicino', serrando la mascella. "Perche'? Sceglieresti
loro?" disse abbassando la voce.
"Non provocarmi!" avverti' lei alzando un dito.
Lui le afferro' il polso. "No, sei tu che non devi provocarmi!"
disse. Il tono di voce basso, pericoloso. "Sono qui da un mese...
Esco da questa stanza solo con te e quando lo faccio e' per passeggiare
nel cortile... mangio qui dentro, *da solo* quando tu sei a pranzo
e a cena con loro..."
"Daibhidh..." comincio' Gabe.
Ma l'altra mano dello scozzese le tappo' la bocca, cosi' violentemente
che la maga indietreggio' di qualche passo, trovandosi con le spalle
al muro.
"Sopporto che quel tuo ex amante di Occhio mi porti i libri
dalla biblioteca per occupare il mio tempo... Hai persino chiesto
alla tua amica medimaga di venire a controllare la cicatrice del
marchio qui, invece di lasciarmi andare con le mie gambe in infermeria...
Ho accettato di dimenticare che ero bravo con le Pozioni, che *facevo
qualcosa* prima di incontrarti... Cerco di essere una persona invisibile...
Ho accettato di essere un prigioniero qui, e non un ospite. E l'ho
fatto per te... Lo *faccio* per te!"
Lo scozzese allento' la presa sul polso e tolse la mano dalla bocca
di Gabe.
"E' davvero troppo chiedere che tu resti con me nei fine settimana?"
concluse in un sussurro, la voce implorante.
Gabe apri' le labbra per rispondere quando qualcuno busso' alla
porta.
"Siete pronti? La partita sta cominciando!"
Era la voce di Occhio.
Daibhidh serro' le labbra e si allontano' da Gabe, dandole le spalle
e avvicinandosi alla finestra che dava sull'esterno della Scuola.
"Va'... ti stanno aspettando."
La serpeverde esito' e istintivamente porto' la mano sul polso,
dove ancora era legato il nastro verde dell'handfasting.
Occhio busso' ancora. "Siete ancora a dormire?"
La voce del vegetososia era allegra, scherzosa. Di certo il povero
Occhio non si rendeva conto di quello che stava succedendo.
"Arrivo," disse Gabe lentamente, ma a volume sufficiente
perche' Occhio la sentisse.
Daibhidh rimase immobile a fissare oltre la finestra. Non ci furono
parole di commiato, ma solo un silenzio carico di orgoglio, di risentimento,
di tristezza...
Quando Gabe apri' la porta e si trovo' davanti il volto gioioso
di Occhio non pote' fare altro che indossare un'espressione di circostanza.
Aveva fatto attendere fin troppo i suoi ragazzi...
[sul campo di Quidditch]
"Ecco i Grifondoro che entrano in campo," stava annunciando
Raistlin dallo spalto principale. Al suo fianco il Capocasa dei
Grifoni si alzo' in piedi gridando: "Forza!"
L'urlo rimbombo' nello stadio (quando Pio Tumulo del Verano gridava,
era capace di spostare le montagne) e copri' le parole successive
di Raistlin.
"...tutta di ragazze: Arghel sale in posizione verso gli anelli
pronta a difenderli, Vindica e Gaia si stanno alzando proprio adesso,
gia' gli occhi sui bolidi. Le cercatrici Penelope, jsa e Josephina
aspettano il loro turno cosi' come la cercatrice Silfydes!"
MagaGabe arrivo' proprio mentre la squadra stava per uscire. "Eccola!"
esclamo' gioiosa Aeon voltandosi verso la capocasa.
Gabe le fece l'occhiolino: "Non potevo non augurarvi buona
fortuna!" disse.
Elianta e ssydol si scambiarono un'occhiata e, senza guardare in
viso la Capocasa, si fiondarono sul campo. "Andiamo!"
urlo' il capitano.
Akires e Carl esitarono...
"Andate!" gli esorto' Gabe, sforzandosi di sorridere.
"Ogni cosa che dice il vostro capitano e' un ordine, ricordatelo!"
La tenda si chiuse alle spalle dei ragazzi e Gabe rimase per qualche
secondo all'ombra. Poi inspiro' profondamente e si diresse verso
uno degli spalti.
"...il cercatore Dramion sta gia' salendo in quota,"
stava dicendo Raistlin. "Mentre ssydol si fionda in porta.
Aeon, Tinky ed Elianta sono pronte a dar battaglia con la pluffa,
mentre Carl sara' affiancato dal nuovo battitore, Akires!"
Rosetta Cecioni libero' il boccino e i bolidi, che sfrecciarono
velocissimi nel cielo. E poi prese in mano la pluffa. "Vi ricordo
che non tollerero' un gioco scorretto!" urlo' alle squadre.
Vindica ed Elianta si strinsero la mano a cavalcioni delle rispettive
scope, fissandosi negli occhi. Ognuna decisa a portare a casa la
vittoria.
Il fischio segno' l'inizio della partita e la pluffa comincio' a
passare di mano in mano, in una serie di passaggi veloci, di scarti
e finte. Le due squadre non riuscivano ad avvicinarsi alle porte
degli avversari: le cacciatrici di entrambi gli schieramenti troppo
veloci e precise nel gioco di attacco e contrattacco.
Per qualche minuto non successe niente. Poi, mentre Dramion inseguiva
qualcosa di dorato che era gli passato fugace davanti agli occhi,
Elianta entro' in possesso della pluffa mentre entrambe le squadre
si trovavano nella meta' campo dei Grifondoro. Un bolide ramingo
sfreccio' di botto verso Vindica, che quasi cadde dalla scopa per
pararlo e impedire che colpisse Josephina.
La palla marroncina carambolo' in aria, e poi cambio' direzione
all'improvviso abbattendosi su Elianta.
MagaGabe si alzo', come del resto tutti gli occupanti dello stadio,
mentre Elianta precipitava. Punto' la bacchetta "Levicorpus!"
urlo' e l'incantesimo impedi' alla Serpeverde di sfracellarsi sull'erba.
Din fu subito al fianco della ragazzina insieme ad altri due elfi,
mentre la pluffa tornava nelle mani di Rosetta Cecioni, che aveva
fermato il gioco. L'elfa scosse la testa. "Io porto E-lenta
in medicheria."
"No!" protesto' Elianta, cercando di rialzarsi. Ma se
l'incantesimo l'aveva protetta dalla caduta, il bolide aveva fatto
un bel danno, e la Serpeverde si lascio' sfuggire un gemito quando
senti' il dolore alla gamba.
"Tu vieni in compagnia di me, baberottola," esclamo' di
nuovo in, la voce che non ammetteva repliche.
"No!" protesto' Elianta ancora una volta. "Non gioco,
va bene..." ammise con riluttanza, il dolore sempre presente
nella gamba rotta. "Ma voglio stare qui..."
Rosetta Cecioni fece un gesto all'elfa "Tienila lontano dai
guai," disse e fece riprendere il gioco.
Altri minuti passarono. Elianta, mentre gli elfi le sistemavano
la gamba, urlo' spesso, ma non per il dolore. "Coraggio, ce
la potete fare... Aeon, passa a Tinky... Non tenere la pluffa cosi'
tanto... Attento al bolide Akires!"
Il ragazzo si accorse della palla marroncina, sposto' la scopa e
prese la mira. La mazza colpi' il bolide con forza e la palla corse
diretta verso il portiere avversario.
Arghel vide arrivare il bolide, ma non pote' far nulla per evitarlo:
era troppo veloce. Alzandosi di qualche metro con la scopa riusci'
pero' a farsi solo sfiorare... anche se aveva dovuto abbandonare
gli anelli.
Per fortuna Aeon e Tinky erano impegnate in un passaggio e non erano
pronte a tirare!
Non ancora!
Tinky afferro' la pluffa e si lancio' verso l'anello avversario
piu' lontano da Arghel. Nel momento in cui tiro', la primina doveva
ancora girare la scopa per provare a parare.
"Gooool!" urlo' Elianta quasi alzandosi in piedi. Din
scosse la testa e decise di bloccare la ragazza con un incantesimo.
"Che tu puoi urlare, ma non alzarti!"
MagaGabe si concesse un sorriso e applaudi' insieme agli altri
spettatori, anche se aveva la mente altrove.
"Problemi?"
La Serpeverde si volto': la voce non gli era molto familiare.
Il volto pacato di N.J. Joydel le sorrise dalla panca dietro la
sua.
"Non mi sento molto bene, oggi," menti' la maga. E poi,
con l'urgenza un po' forzata di cambiare discorso, chiese a bruciapelo.
"Per chi tifa, lei, professore?"
Il vecchio insegnante di Aritmanzia sospiro'. "Per i Grifondoro,"
disse. E fece spallucce. "La casa dei Reddingo ha molte cose
in comune con i Grifondoro!"
In un altro momento Gabe avrebbe sfoderato tutto il suo orgoglio
di Serpe cercando di spostare il tifo del professore, ma si limito'
ad annuire, tornando a guardare il gioco.
La pluffa era ancora nelle mani dei Serpeverde, ma l'ultimo passaggio
di Tinky ad Aeon non riusci' benissimo, e una Penelope lanciatissima
riusci' a intercettare la pluffa. I passaggi tra i Grifondoro furono
velocissimi, tanto che ssydol ebbe appena il tempo di gettarsi a
capofitto verso l'anello dove Josephina aveva appena lanciato la
pluffa... arrivando a sfiorarla, ma non a pararla.
"Gooooool!" urlo' Pio Tumulo del Verano dagli spalti.
E l'intero stadio esulto' di nuovo.
Sotto gli applausi scroscianti per la bella azione e la quasi parata,
Carl e Vindica si incrociarono inseguendo lo stesso bolide. Il Serpeverde
ebbe la fortuna che la palla si volto' verso la sua direzione, assesto'
un bel colpo con la mazza e il rabbioso bolide colpi' in pieno jsa,
che carambolo' verso terra, per fortuna ancora nel pieno controllo
della scopa.
Vindica non esito' neppure un attimo, e - visto il secondo bolide
poco lontano - si fiondo' su di esso, prese la mira e lancio' una
bordata micidiale.
La palla marroncina si abbatte' su Dramion, che spiraleggio' fuori
rotta, perdendo di vista il boccino che stava inseguendo.
"Stringete i ranghi!" urlo' Elianta dal basso. "Schema
di gioco quattro!"
Tinky ed Aeon fecero di tutto per rientrare in possesso della pluffa,
e appena ci riuscirono, i Serpeverde sembrarono muoversi tutti all'unisono.
Eccetto Dramion, che stava riprendendo quota per scovare di nuovo
il riflesso dorato del boccino, Akires e Carl si affiancarono ognuno
a una delle cacciatrici, occhi che dardeggiavano per il campo alla
ricerca di bolidi... e di avversari da respingere.
Aeon e Tinky volavano veloci, passandosi la Pluffa solo quando si
incrociavano. Niente lanci da lontano, per evitare che qualcuno
intercettasse la palla. La difesa dei due battitori era impenetrabile
e in pochi secondi i quattro Serpeverde arrivarono alle porte.
A nulla valse la strenua difesa delle tre cacciatrici di Grifondoro,
che si lanciarono ognuna verso un anello per aiutare la difesa.
La pluffa passo' appena sopra la testa di Arghel e lo stadio si
animo' di nuovo.
Gli applausi scroscianti da parte di tutti premiarono l'azione.
Non c'erano dubbi, nonostante i pochi gol finora messi a segno,
la partita era un vero spettacolo.
Gabe, pero', continuava a pensare ad altro... e i secondi che seguirono
al gol furono i piu' terribili di quella giornata cominciata male.
Silfydes si lancio' a capofitto in mezzo alla mischia dei giocatori,
proprio al centro di un'azione che stava riportando la pluffa in
mani grifone e uno dei bolidi a distanza di tiro dai battitori serpi.
La mano tesa, gli occhi fissi, afferro' il boccino con un urlo!
"Presooooooooo!"

Stavolta, il professor Tumulo del Verano era troppo sconvolto dalla
felicita' per urlare, e si limito' ad agitarsi, shakerando le mani
di tutti coloro che lo circondavano.
Raistlin evito' la stretta, concentrandosi sul finale della partita:
"I Grifondoro vincono 160 a 20! Un bel punteggio, che rimette
in discussione la Coppa di Quidditch," commento'. "Ora
tutte le squadre hanno avuto la possibilita' di giocare due volte,
ma solo i Grifondoro sono riusciti a terminare entrambe le partite
da vincitori..."
L'analisi dei vari punteggi possibili, delle vittorie e delle sconfitte
subite continuo' per qualche minuto. Mentre la voce di Raistlin
continuava a rimbombare per lo stadio, Gabe provo' un misto di sensazioni
che fatico' moltissimo a riordinare. Felicita' per il collega Joydell,
che nonostante non appartenesse alla casa dei Grifondoro si stava
entusiasmando alla loro vittoria come fosse la sua... Amarezza per
i suoi ragazzi, che avevano di certo sofferto per l'assenza di un'allenatrice,
ma che avevano giocato benissimo. E una tristezza immensa, quasi
angosciosa. Peggiore di quella che aveva provato nei mesi in cui
il fastidioso troglogoblo le aveva tormentato la testa: se i Serpeverde
avessero vinto, avrebbe potuto congratularsi con loro, e poi ritirarsi
lasciandoli a festeggiare. Ma ora il suo dovere era quello di consolarli,
sostenerli, cercare di portarli alla prossima partita, l'ultima
del Torneo, con l'orgoglio di chi deve rialzare la testa e vincere
per la bandiera...
E questo significava che avrebbe dovuto ancora una volta mettere
la Scuola prima di Daibhidh. Prima dell'uomo con cui aveva deciso
di condividere la vita.
"Qualcosa non va?" domando' la voce pacata di Serghjej
alle sue spalle.
Gabe si volto', rendendosi conto di essere stata a fissare il vuoto
per molti minuti. Scosse la testa, tentando di sorridere.
Il russo non si fece abbindolare. "Problemi... matrimoniali?"
tento' di scherzare.
Gabe serro' la mascella. "Sarebbe piu' facile per te vederlo
che per me cercare le parole..." disse lei semplicemente.
Era un invito fin troppo esplicito per un Legilimens, ma Serghjej
si rifiuto' di accettarlo. Abbasso' lo sguardo. "Sai, da quando
tuo..." si blocco', faticando ancora a usare quella parola.
"...marito e' qui, mi chiedo quando riusciro' a incrociarlo
a pranzo o a cena..."
Il tono di Serghjej era volutamente leggero, ma per Gabe fu una
stilettata. Strinse le labbra, incapace di dare una risposta. Scosse
appena la testa, chiuse gli occhi per un momento, e quando li riapri'
riusci' a indossare il sorriso di circostanza. "Devo andare
dai ragazzi, scusami," riusci' a dire con la gola serrata.
Il Preside la guardo' andarsene socchiudendo appena gli occhi.
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