[21 giugno 2008 tdBW]
Il pranzo quel giorno era stato particolarmente leggero. Gli elfi
avevano ricevuto istruzioni precise dalla professoressa di Volo,
che - insieme al resto del corpo insegnante - aveva stabilito per
le tre l'ora del fischio d'inizio.
La calura estiva era arrivata tutta in una volta, e Rosetta Cecioni
aveva voluto evitare ai ragazzi di giocare nelle ore piu' calde
della giornata: "Se la partita andra' avanti oltre l'ora di
cena, non ci metteremo nulla ad illuminare il campo di gioco,"
aveva detto al preside, lanciando un piccolo incantesimo luminoso
nel suo ufficio.
Le Furie Tassorosso e i Gryffindor's Penguins avevano quindi avuto
l'intera mattinata per studiare ancora una volta le loro strategie.
I giochi, per i Tassorosso, erano quasi fatti. Di certo non avrebbero
potuto vincere il Torneo di quell'anno, a meno di non prendere il
boccino per primi, inanellare la bellezza di quattordici gol e impedire
agli avversari di mettere a segno anche solo una pluffa.
Mabelle fu irremovibile: "Non ha importanza se abbiam gia'
perso ai punti..." disse guardando i suoi compagni. "Il
che non e' affatto detto perche' se ci mettiamo d'impegno potremmo
anche farcela!"
"Io di certo non mi faccio sfuggire il boccino un'altra volta!"
esclamo' Fleur con in viso una tale determinazione da sembrare rabbiosa.
"L'importante e' vincere! Per l'onore delle armi!" ribadi'
Mabelle.
Nella sala comune di Grifondoro, al contrario, l'atmosfera era
gia' di festa! Bastavano due gol! Due semplici gol, anche senza
vincere la partita, e il Trofeo era loro!
"Sara' una passeggiata!" esclamo' Penelope chiedendo il
cinque a Vindica, che le batte' palmo contro palmo.
"E poi possiamo sempre vincere!" disse la battitrice.
"Cosi' avremo anche il record di quest'anno: mai sconfitti!"
aggiunse Silfydes annuendo decisa. "Il boccino sara' mio, ve
lo prometto!"
L'urlo di gioia si levo' dalla torre talmente forte che i gufi della
piccola torre adiacente si levarono tutti in volo, spaventati.
Gli spalti erano gremitissimi. Non solo era uno splendido sabato
e molti degli abitanti di Borgobolla avevano chiesto di poter assistere
invece di starsene chiusi nelle loro case e nei loro negozi, ma
era anche l'ultima partita del Torneo di Quidditch di Bubblewoods,
un evento!
Le urla si levarono per incitare i giocatori appena le squadre
entrarono in campo: il tifo era diviso, ed era molto acceso soprattutto
da parte dei Serpeverde. Solo se vincevano i Tassorosso la coppa
di Quidditch sarebbe finita nelle mani degli Ammodytes.
Quando Rosetta Cecioni libero' i bolidi e il boccino, e spedi' la
pluffa in mezzo ai giocatori in volo sulle scope, gli spettatori
tennero il fiato sospeso per un attimo, per poi cominciare a sgolarsi
per incitare ora gli uni, ora gli altri.
Penelope aveva subito preso possesso della pluffa, e la stava ora
passando a Jsa, schivando Blu che tentava di prenderla.
Fleur si lancio' decisa verso l'alto, e si disinteresso' del gioco
dei compagni, cominciando subito a guardarsi intorno per rintracciare
il boccino. Incrocio' lo sguardo con Silfydes, che qualche decina
di metri piu' in la', stava facendo esattamente la stessa cosa.
La tensione era palpabile quando MagaGabe fece capolino sullo spalto.
Fisso' con un sorrisino Serghjej, dall'altra parte del campo, e
fece spallucce: aveva deciso di rimanere con i suoi Serpeverde per
l'ultima partita. Comunque andasse voleva essere vicino ai ragazzi.
Ci volle qualche secondo perche' qualcuno delle Serpi si accorgesse
della Capocasa, e di Daibhidh dietro di lei.
"Ehi," esclamo' Dramion. "Gabe e' qui con noi!"
Ma la replica della maga si perse in un urlo roboante: in campo
Angmar aveva lanciato un bolide che aveva preso in pieno Vindica,
facendola precipitare verso terra.
Erik Doravild, sul bordo campo, punto' lesto la bacchetta e impedi'
che la Grifondoro si schiantasse al suolo, ma la scopa di Vindica
era praticamente spezzata, inservibile.
La ragazza punto' la bacchetta in direzione del castello: "Accio
scopa!" urlo' e attese che una delle scope della rimessa volasse
fino a lei. Non aveva nessuna intenzione di rimanere a terra!
Con un battitore in meno, i Grifondoro si fecero forza, ma non
riuscirono a evitare che Mabelle, con un zig zag sul campo da vera
maestra, si avvicinasse pericolosamente agli anelli. Arghel non
riusci' a bloccare la pluffa e dallo spalto centrale si levo' la
voce di Raistlin: "Primo gol per i Tassorosso!"
Le azioni si susseguirono veloci nei minuti successivi. Entrambe
le squadre riuscirono ad avvicinarsi ai rispettivi portieri, ma
questa volta Arghel riusci' a parare un gol, e lo stesso fece il
suo collega Plush dall'altra parte del campo.
Ignare di tutto, Fleur e Silfydes giravano senza sosta, zigzagando
tra gli spalti, su e giu' sul campo in cerca del boccino.
Fleur voleva vederlo per prima non tanto per acchiapparlo il prima
possibile (come voleva fare Silfydes), ma per cercare di allontanare
l'avversaria dal pallino dorato e tenerla lontana il piu' possibile.
Un gol era segnato, ma ne mancavano ancora tredici per sperare in
una vittoria non solo d'onore!
La pluffa era nelle mani dei Grifondoro, adesso, e le tre cercatrici
si stavano avvicinando di gran carriera agli anelli. Plush andava
continuamente avanti e indietro, tenendo gli occhi sulla giocatrice
in possesso della pluffa, mentre Angmar e Mildred cercavano qualche
bolide da far arrivare sugli avversari.
Ma Penelope fu piu' veloce di tutti, e la pluffa oltrepasso' con
una aggraziata parabola l'anello di destra.
"I Grifondoro pareggiano!" si levo' la voce di Raistlin.
"NO!" urlo' Elianta dando un sonoro pugno sulla panca
di legno dello spalto.
Carl, seduto accando a lei, sobbalzo'. "Che c'e'?!" domando'.
"Che c'e'?!" ripete' con fare esasperato la ragazza. "Siamo
pari!"
Dramion, due panche piu' su, annui'. "Lo ha appena detto anche
Raistlin."
"Ma siete tutti idioti?!" Elianta si alzo' furiosa.
La mano di Tinky, seduta dietro, le si poso' sulla spalla. "Aritmanzia
non e' il loro forte," disse tristemente.
Daibhidh si piego' verso Gabe, che aveva sospirato rumorosamente
appena
sentito del gol. "Aritmanzia non era neppure il mio forte,"
le sussurro'
all'orecchio con voce cosi' bassa che Gabe ebbe difficolta' a sentirlo.
"Con quel gol i Grifondoro ci hanno raggiunto nella classifica,
giusto?"
Gabe guardo' il mago e annui' leggermente. Era triste perche' la
vittoria degli Ammodytes era appena sfumata, ma felice perche' finalmente
Daibhidh parlava come se facesse parte di Bubblewoods.
La contromossa dei Tassi, intanto, non si era fatta attendere.
Fleur vide con soddisfazione Blu che sparava una pluffa cosi' violenta
attraverso l'anello dei Grifoni, che Arghel si guardo' bene dal
cercare di intercettarla.
"Tassorosso 20, Grifondoro 10!" grido' Raistlin.
E in quel momento Fleur video il boccino. Sgrano' gli occhi: era
a pochissimi metri. Con una fugace occhiata cerco' dove fosse Silfydes,
che si trovava quasi dall'altra parte del campo.
Con una decisione subitanea, Fleur decise di dirigersi verso l'alto,
senza seguire il boccino vero, ma facendo finta di averlo visto
piu' su. La sua mossa ebbe l'effetto voluto: la cercatrice di Grifondoro
si mosse dopo qualche secondo, inseguendo Fleur sempre piu' in alto.
La Tassorosso stava proseguendo alla cieca - perche' la sua attenzione
era completamente presa dal boccino vero, che svolazzava tranquillo
alla sua sinistra - e per poco non fini' contro Angmar.
Silfydes la supero' e solo allora Fleur decise di tornare sui suoi
passi.
La Grifondoro prosegui' solo per qualche metro e poi si accorse
che la sua collega non la stava inseguendo. Capi' al volo cos'era
successo e viro' stretta. Stavolta non guardo' dove Fleur stava
dirigendosi, ma cerco' i suoi occhi, cerco' di capire da che parte
stavano guardando. Segui' il suo sguardo...
E vide il boccino.
Fleur si accorse di Silfydes e scosse la testa. Non c'era piu' tempo
per i suoi compagni. Ora il boccino doveva essere loro, solo per
l'onore delle armi, come aveva detto Mabelle.
Si lancio'.
Silfydes era gia' a pochi centimetri dal pallino dorato, che scarto'
e viro', rendendole impossibile la presa.
Fleur volo' accanto a Silfydes e adesso le due stavano inseguendo
il boccino fianco a fianco.
La dispettosa pallina scarto' ancora, a destra, a sinistra e poi
si lancio' in alto, sparendo velocissimo.
Fleur e Silfydes proseguirono per qualche metro, ma entrambe avevano
capito che era sparito.
Si fermarono, stavolta una di fronte all'altra. "Non riuscirai
a fregarmi, stavolta!" esclamo' Fleur, determinata.
"Vinceremo noi, rassegnati!" replico' Silfydes.
E in quel momento il boccino riapparve, in mezzo alle due cercatrici,
fermandosi esattamente a meta' strada da entrambe.
Le due scattarono.
Le mani si strinsero.
Il boccino era catturato... da entrambe!
"PRESO!"
"PRESO!"
Urlarono insieme e, rendendosi conto di avere entrambe le mani sulla
pallina, cominciarono a strattonarsi a vicenda, mentre con le scope
scendevano lentamente verso terra.

Il fischio di Rosetta Cecioni fermo' la partita. Il boccino era
stato preso... ma da chi?!
"L'ho afferrato prima io!" protesto' Fleur.
"No, sono stata io!" ribatte' Silfydes.
Nessuna delle due mani era sopra l'altra. Era come quando due persone
si presentano e si stringono reciprocamente la mano... e il boccino
era in mezzo alla stretta.
"E' mio!" insiste' Fleur.
"Invece e' mio!" replico' Silfydes.
Mentre i giocatori scendevano al suolo, e i professori si avvicinavano
al gruppetto, Rosetta Cecioni intervenne e zitti' le due contedenti.
"Ferme!" disse. "Immobili, non muovete un solo muscolo!"
La professoressa di volo si avvicino' con il naso a pochi centimetri
dalle mani delle ragazze strette sulla pallina dorata. Non c'era
dubbio, sembrava lo avessero afferrato contemporaneamente.
"C'e' solo un modo per decretare il vincitore," sentenzio'
quando tutti i presenti furono abbastanza vicini da sentire. Punto'
la bacchetta verso le mani delle ragazze e disse: "Al mio tre
lasciate andare il boccino..."
"Ma se sfugge non capira' che l'ho preso io!" disse Fleur.
"Uno..."
"Non puo' lasciarlo andare, abbiamo vinto noi!" disse
Silfydes.
"Due..."
Le due ragazze si guardarono, e decisero di non sfidare un ordine
della Cecioni.
"Tre! Immobilus!"
Nel momento in cui le ragazze avevano mollato la presa, l'incantesimo
aveva colpito il boccino e questo era caduto - le ali bloccate -
nella mano della professoressa di volo.
"La memoria della carne?" chiese il Preside Circlestar,
avvicinandosi.
"E' l'unico modo!" rispose lei. "Fleur... tu provi
per prima!" disse ancora Rosetta. Punto' la bacchetta sul boccino:
"Finite incantatem..."
La pallina torno' a volare, ma Fleur fu velocissima a riafferrarlo.
Il boccino si blocco'. "L'ho preso io," esulto' la ragazza.
"Ve l'avevo detto!"
Rosetta riprese il boccino, che appena passato di mano torno' a
muovere freneticamente le ali. "Ora tu, Silfydes," disse
la professoressa.
Quando lascio' il boccino la Grifondoro lo afferro' e la pallina
smise di muoversi.
I presenti ammutolirono.
"Mmh..." fu l'unico commento di Rosetta Cecioni.
"Allora?" chiese Fleur.
"Chi lo ha preso?" incalzo' Silfydes che fissava il boccino
ancora in mano.
"Entrambe!" rispose Serghjej Circlestar.
Rosetta Cecioni si limito' ad annuire.
"Il risultato?" chiese il preside alla professoressa di
volo.
Rosetta, in qualita' di arbitro della partita era l'unica a poter
decretare il vincitore. Ci penso' un po' e poi disse: "I 150
punti si suddividono a meta'!" Lancio' uno sguardo al tabellone
che magicamente si aggiorno' col risultato della partita. "Quindi
i vincitori sono i Tassorosso, per 95 a 85!"
Passarono diversi secondi prima che tutti si rendessero conto di
quello che significava.
"Abbiamo vinto!" esclamo' Mabelle. "L'onore delle
armi e' nostro! Viva Fleur!"
E seguita dalla squadra intera e dal resto dei compagni che nel
frattempo erano arrivati, sollevo' la cercatrice portandola in trionfo.
Un secondo dopo Vindica emise un urlo che avrebbe potuto fare concorrenza
a quello di Alyce. "Evviiiiiiivaaaaaaa!"
Penelope alzo' le braccia felice. "La Coppa e' nostraaaaaaa!"
Il tabellone si aggiorno' di nuovo. Stavolta era il risultato finale
del
Torneo.
Grifondoro 425
Serpeverde 340
Corvonero 270
Tassorosso 145
Gabe senti' il braccio di Daibhidh che le stringeva i fianchi,
per consolarla. La Capocasa gli sorrise e poi si rivolse ad Elianta
e Tinky, che erano rimaste immobili, tristi. "C'e' sempre l'anno
prossimo!" sussurro' loro.
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